Campo nomadi nell’ex scalo Vanchiglia (Pagina)

I binari non ci sono più e nemmeno il frenetico affaccendarsi degli scaricatori sui vagoni che rifornivano le industrie della zona Nord di Torino. In compenso l’ex scalo Vanchiglia, dismesso ormai da oltre vent’anni in seguito all’ampliamento dello snodo di smistamento di Orbassano, è diventato un campo nomadi abusivo. Si tratta di un’area molto estesa situata tra i corsi Novara e Regio Parco, dove circa trenta persone abitano da tempo in roulotte e catapecchie sistemate tra gli arbusti e le piante infestanti. Vanchiglia è uno dei due micro-accampamenti in cui gli ultimi degli ultimi sopravvivono in condizioni da terzo mondo, tra illegalità e insicurezza. Alcuni di loro provengono dall’ex Fimit di via Rossetti, altri dal campo rom di Lungo Stura Lazio da dove si sono allontanati a causa di dissidi con i capi. Sono dei fuoriusciti, che invece di cercare ospitalità negli altri quattro campi regolari di Torino, hanno preferito cercare rifugio nella vecchia stazione merci; hanno divelto i cancelli creando dei varchi da dove il viavai comincia a farsi notare già dalle prime ore del mattino. Ci sono donne che escono in cerca di elemosina e tanti bambini che giocano a palla e a nascondino tra i fili di panni stesi tra un albero e l’altro. Sono scene di vita quotidiana di una zona sospesa tra la riqualificazione urbanistica, prevista dalla Variante 200, e un presente fatto di abbandono.

Nel 2008 l’assessore Viano scriveva che la dismissione dello scalo Vanchiglia «ha rappresentato un’opportunità e un problema». Almeno per ora è ancora quest’ultimo fattore a prevalere, anche se lo stazionamento dei rom dovrebbe trattarsi di una situazione transitoria la cui risoluzione è già stata sollecitata dalla presidente della circoscrizione 6, Nadia Conticelli. Si prevede uno sgombero, uno dei tanti che hanno visto come teatro la vecchia stazione. Nel 1999 un primo blitz della polizia ferroviaria era servito per sgomberare le palazzine abbandonate a ridosso di corso Regio Parco scoprendo quindici clandestini. In una precedente operazione i carabinieri avevano fatto sfollare decine di cittadini extracomunitari che avevano trasformato gli ultimi vagoni ferroviari nella loro casa. E presto la storia potrebbe ripetersi.

 – Pagina.to.it, 16/01/2012

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