Maltempo da record o memoria corta? (Pagina)

Va bene fa freddo. E’ nevicato e le strade sono ghiacciate. Però dico, tutta questa enfasi mediatica sul maltempo non vi sembra un tantino esagerata? A Torino, città del nord, le nevicate e le gelate non dovrebbero essere un evento così anomalo, così emergenziale. Eppure è da giorni che giornali e social network non parlano d’altro, e anche la tv ci mette del suo con continui servizi dal fronte nord e previsioni meteo a raffica.
È strano, perché almeno noi, i reduci della grande nevicata del 1986, pensavamo di essere in grado dopo allora di affrontare a testa alta qualsiasi evento meteorologico. Perché voi, allegri compagni di pala, non avrete certo dimenticato la nevicata dell’86, vero? Suvvia, facciamo una prova di memoria.
La nevicata dell’inverno del 1986 seguì alla cosiddetta “nevicata del secolo”, quella che un anno prima, nell’85, aveva paralizzato mezzo nord Italia ma che per Torino non fu poi così epica. Sarà che siamo sempre un po’ bastian contrari ma qui sotto la Mole la vera emergenza neve arrivò con un anno di ritardo rispetto a Milano.
Data da ricordare: 31 gennaio 1986. Trenta ore ininterrotte di neve coprirono il capoluogo subalpino lasciando a terra mezzo metro di coltre bianca in città e ben settanta centimetri in collina. Allora si disse che tanta neve come in quell’inverno a Torino non si era mai vista, ma non era vero. Nel 1956 si arrivò addirittura ad un metro, ma in pochi se ne ricordarono. L’eccezionalità delle precipitazioni sorprese la città mandandola letteralmente in tilt costringendo il sindaco Giorgio Cardetti a chiedere l’aiuto dell’esercito. Le scuole vennero chiuse ed il rientro a casa degli ultimi studenti della scuola Novaro di via Pergolesi, con i Jolly Invicta in spalla e le sciarpe fin sopra il naso, fece tanto pensare alla ritirata di Rostov. Così le mamme, prontissime, temendo il peggio organizzarono delle vere e proprie spedizioni al Mega di corso Grosseto per acquistare dei moderni moon-boot per tutta la famiglia.
Il peggio quella volta si verificò davvero. Le strade divennero presto impraticabili, alcuni edifici rimasero isolati e non si contarono le auto rimaste “attanagliate dal grande impasto bianco”. Un numero preciso venne invece fornito dai vigili urbani per i tamponamenti: in poche ore a causa del manto stradale reso sdrucciolevole se ne verificarono oltre settecento. Accadde che sui corsi e nei controviali andò in scena un involontario valzer di Simca e Fiat 127 di traverso, mentre chi poté montò in tutta fretta le catene da neve. I più organizzati sfoggiarono un treno di ruote chiodate che rendevano la lenta andatura di una Regata più rumorosa di quella di un Panzer tedesco.
La situazione divenne talmente critica da imporre all’amministrazione comunale il reclutamento immediato di 1500 spalatori. Ma non bastarono e su La Stampa venne pubblicato un appello per trovarne altri. Alla fine per le strade di Torino si trovarono ad operare quasi 4000 persone. Un esercito armato di pale e tute catarifrangenti, arruolato per 53 mila lire al giorno dalle 7.30 alle 20. Tutto questo sforzo non bastò tuttavia a placare le solite polemiche e gli schieramenti di opposizione attaccarono duramente la giunta comunale per il vero o presunto ritardo negli interventi che aveva causato gravi disagi alla cittadinanza. Un ritardo, si disse, “che in passato non si era mai verificato”.
Quando finalmente smise di nevicare ci si ritrovò tutti per strada, volontari e non. Ci fu chi sparse il sale, chi liberò il vialetto di casa dalla neve e chi, invece di lavorare, trovò più interessante fermarsi a chiacchierare con quel vicino con il quale, prima, a stenti aveva scambiato un saluto. Si spalava e si parlava. C’era quello della D.C. e quello del P.C.I. “fino alla vittoria o alla morte!”, quello della Juve e quello del Toro “dai tempi di Mazzola!”. Fu così che in quell’inizio di febbraio del 1986 l’aria di neve lasciò velocemente il posto all’ebbrezza frizzante dell’attesa per il derby della Mole. Si giocò dieci giorni dopo e la partita finì con uno spettacolare 2-2. Le prodezze di Laudrup e Serena per la Juventus, e di Zaccarelli per i granata, scaldarono i cuori dei migliaia di tifosi presenti al Comunale. In periferia invece, la neve ammucchiata sui marciapiedi non si era ancora sciolta del tutto.
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