Focal Point, blitz contro lo spaccio (Pagina)

Come in un film americano, la polizia è arrivata all’improvviso a bordo di un autobus del GTT. La spettacolare operazione delle forze dell’ordine denominata “Focal Point” è scattata in seguito alle denunce dei residenti della zona Aurora, esasperati dal continuo viavai di pusher e clienti sotto le loro finestre. Mesi di indagini documentate in inequivocabili filmati effettuati soprattutto nelle ore notturne, hanno portato al fermo di sedici persone dedite allo spaccio di droga tra via Cigna e via Valprato, e all’arresto di altre cinque sorprese in flagranza di reato nel corso del blitz. La maggior parte degli arrestati sono giovani di nazionalità nigeriana che avevano scelto come base operativa un pub di via Cigna, da dove provvedevano a rifornire i clienti di eroina e cocaina.
“Focal Point” segue solo di una settimana una precedente retata, collocandosi nell’ambito di una nuova e più tenace azione di Procura e forze dell’ordine. L’obiettivo è quello di rispondere alla forte richiesta di legalità degli abitanti del borgo Aurora, da anni ostaggio della malavita nigeriana che controlla il mercato degli stupefacenti. «Noi cerchiamo di corrispondere quanto più possibile alla domanda di giustizia dei cittadini», ha detto il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli, «queste aree dove lo spaccio è sistematico e continuativo, devono essere monitorate anche per settimane, in modo da raccogliere elementi e indizi che servano a sostenere l’accusa nel processo».
Borgata Aurora non è più una zona franca, ma lo spaccio e la microcriminalità rimangono un serio problema. Attualmente, su un totale di 20.000 residenti nel quartiere gli stranieri sono il 36%, un numero in continua crescita che a causa della ingombrante presenza degli spacciatori provoca spesso aspre tensioni.
Nel 2007 uno spacciatore giustiziato nell’ex area industriale di via Cigna aveva gettato su Aurora l’ombra inquietante della mafia nigeriana. L’uomo era stato ritrovato chiuso in un sacco e con i piedi legati e ferite alla schiena che hanno fatto pensare ai rituali di tortura delle confraternite nigeriane come i Black Axe e gli Eiye. Dal 2003 le due gang rivali si sono spartite il controllo del traffico di stupefacenti in questa zona della città a colpi di lama e di bottiglie rotte. Proprio attorno al mercato della droga ruotano anche i più recenti fatti di cronaca che hanno interessato questo angolo della periferia nord. In particolare nel 2008 una retata dei carabinieri ha portato all’arresto di una decina di spacciatori ed il successivo impiego dell’esercito ha restituito alla zona una parziale tranquillità, senza però mettere la parola fine al disagio nel quartiere.
Nel corso degli ultimi due anni i nuovi palazzi di Spina 4 e il progressivo recupero delle molte realtà industriali abbandonate hanno acceso progressivamente i riflettori su una zona lasciata per troppo tempo in preda al degrado.
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