Juventus Stadium, la storia si ripete (Pagina)

Finale chiama finale. Ieri, poche ore prima della conquista da parte della Juventus della finale di Coppa Italia ai danni del Milan, la Torino calcistica ha ricevuto una notizia tanto lieta quanto inattesa. Con un comunicato ufficiale, l’esecutivo della UEFA ha annunciato che «l’Estadio do Sport di Lisbona e il nuovo Juventus Stadium ospiteranno rispettivamente nel 2014 le finali di Champions League e UEFA Europa League». Per Torino e per la Juventus si tratta di un riconoscimento importante per mettere a tacere la diffidenza, condita con qualche polemica, seguita lo scorso settembre all’inaugurazione del nuovo stadio della Signora. Un impianto troppo piccolo secondo alcuni (41.000 posti), per immaginare Torino come palcoscenico di un grande evento sportivo come una finale europea. Nulla di più sbagliato. Sono bastati solo sei mesi allo Juventus Stadium per convincere i vertici della UEFA, ed in particolare il suo presidente Michel Platini, dell’ottimo progetto realizzato da corso Galileo Ferraris. Uno stadio «bello e funzionale», lo aveva definito proprio Platini al termine della sua recente visita dalle parti della Continassa, così la possibilità che la scommessa juventina potesse venire considerata a livello europeo era cominciata a circolare a bassa voce tra i corridoi di Nyon. Voci appunto, nulla di più, vista anche la particolare accortezza imposta dall’ex stella bianconera nella scelta degli stadi che ospitano le finali europee. Nonostante siano passati ventisette anni, le selezioni della Federazione rimangono ancora e giustamente condizionate dai rigidi parametri di sicurezza imposti dopo la tragedia dell’Heysel del 1985. Una notte maledetta anche per l’attuale presidente della UEFA, in campo con sulle spalle il numero 10 della Juventus. Risulta quindi chiaro che non ci sia stata nessuna benevolenza di Platini verso la “sua” Torino e che la scelta dello Juventus Stadium si debba interpretare prima di tutto come un premio al valore architettonico dell’arena tanto voluta dal club bianconero. Un sogno, durato lunghi anni, che si è infine concretizzato in uno stadio moderno e all’avanguardia, il primo in Italia ad essere di proprietà esclusiva di una società calcistica. Tra due anni poi, la casa sportiva della Juventus potrà vantare un altro primato: quella del 2014 sarà la prima finale di Europa League ospitata dal nostro Paese dall’introduzione della gara unica. La precisazione è d’obbligo soprattutto qui a Torino, dove la vecchia, cara, Coppa UEFA, tornerà ad alzarsi al cielo dopo ventuno anni.
Il posto sarà pressappoco lo stesso, anche se il defunto, immenso e inutile, stadio Delle Alpi avrebbe potuto tranquillamente fare da custodia a quello attuale. Settantacinquemila posti, quasi mai occupati per intero, che si colorarono miracolosamente quasi tutti di bianconero per la finale di Coppa UEFA del 1993 contro il Borussia Dortmund.
Era la Juventus del secondo ciclo di Trapattoni, quella dei due Baggio, di Andreas Moeller e di un certo Antonio Conte. Una squadra che, un po’ come quella di oggi, voleva tornare ad imporsi in campionato e che vedeva la UEFA come il primo dei traguardi possibili.
Dopo il rassicurante 1-3 inflitto ai tedeschi al Westfalen Stadion, la gara di ritorno sotto la Mole si trasformò in una formalità condita da altre tre reti: Dino Baggio, Dino Baggio, Moeller. Fu invece Roberto Baggio, beniamino incontrastato di quella Juventus, ad alzare per primo il trofeo con il Delle Alpi in tripudio.
Nel 2014 l’incontro tra Torino e la Coppa UEFA si ripeterà. Pur tuttavia la Juventus spera sin d’ora di avere per quella sera un appuntamento altrove. Magari a Lisbona…
.
.
.
——————————————————————-
.
…e per chi volesse proprio rivedersi quella partita…eccola! 😉

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in Sport, Torino e Piemonte e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.