Juve-Napoli, la vergogna oltre lo sport (Pagina)

Bambini e invalidi picchiati, lanci di bottiglie, denti rotti e una bella vittoria della Juventus per tre a zero sul Napoli che potrebbe essere stata offuscata dalla stupidità dei soliti delinquenti.
Cosa è successo davvero domenica sera fuori dai cancelli dello Juventus Stadium? È la domanda che in queste ore viene rilanciata con insistenza nella galassia dei siti gestiti dai tifosi partenopei, nei quali vengono descritte violenze e intimidazioni subite nel settore ospiti poco prima della gara. Nella pressoché totale indifferenza mostrata dai media per questi episodi ci sembra giusto domandarci che cosa ci sia di vero in queste affermazioni e provare a ricostruire i fatti: una serie di accuse gravi all’indirizzo dei tifosi della Juventus che sono cominciate a comparire sul web già pochi minuti dopo il triplice fischio dell’arbitro.
Andiamo con ordine. Tutto inizia, o sembra iniziare, con lo sfottò collettivo mal digerito dagli azzurri sul tre a zero, con i quarantamila dello Juventus Stadium che cantano ‘O surdato ‘nnammurato. Sono subito molti i commenti furiosi apparsi sui forum e nei blog di fede azzurra per l’orgoglio napoletano ferito, tuttavia su Twitter c’è anche chi sa far buon viso a cattivo gioco con una controbattuta: «Quelli della Juventus stanno recuperando anche l’ironia… è la fine». Ma il clima goliardico dura poco, perché all’improvvisa passione della curva Scirea per la canzone napoletana, ispirata da quell’umorismo piemontese che spesso può risultare un po’ asprigno per certi palati, si sostituiscono più pesanti accuse di razzismo. Dalle parole si arriva alle immagini: dai treni in viaggio di ritorno verso Napoli qualcuno spedisce delle foto che non fanno certo onore ai tifosi juventini. “Benvenuti in Italia” c’è scritto su un lenzuolo bianco tenuto da un ragazzo con la felpa della Juventus, in un’altra immagine uno juventino alza al cielo un sacco nero, di quelli che si usano per l’immondizia, con sopra la scritta “Vi è caduto dal pullman…”. Infine, un gruppo di ultras in piedi dietro lo striscione dei Viking viene immortalato mentre mostra l’ennesimo slogan di pessimo gusto: “Vesuvio wash it”, Vesuvio lavali.
A Torino non c’è nemmeno il tempo per poter esprimere il giusto disappunto per queste miserabili cadute di stile, di certo comuni negli stadi italiani ma non per questo giustificabili, che la mancata sanzione da parte del giudice sportivo fa aumentare l’ira dei partenopei. Cominciano così a moltiplicarsi dettagliati racconti di vere e proprie aggressioni ai danni dei napoletani. Episodi che, se confermati, sarebbero rari esempi di vigliaccheria e brutalità. «Siamo arrivati allo stadio a piedi», ha detto un sostenitore napoletano ai microfoni della trasmissione radiofonica Marte Sport Live «subito dopo sono arrivate una trentina di persone con le maglie dei Drughi (gli ultras bianconeri nda) ed è partita la caccia al napoletano». Dello stesso tenore il resoconto di quanto visto a Torino da Rosario Savarese, presidente del Napoli Club Meta: «Siamo stati pesantemente aggrediti da un gruppo nutrito di pseudo sostenitori della Juventus. Hanno puntato il settore ospiti, assalito persone, senza curarsi del fatto che c’erano anche donne e bambini. Un malvivente ha rotto il setto nasale di un tifoso azzurro. Come arma, ha usato una bottiglia di birra».
Altre testimonianze parlano addirittura del vile pestaggio di un tifoso portatore di handicap. Tutte invenzioni? Effettivamente la violenza descritta ha dell’incredibile e i tifosi partenopei, e non solo loro, rimangono sdegnati. Ce n’è abbastanza per provare a vederci chiaro, ed ecco che sul sito Soccer Magazine viene pubblicata in esclusiva la denuncia del ragazzo disabile ferito fuori dallo Juventus Stadium (http://www.soccermagazine.it/serie-a/esclusiva-violenza-allo-juventus-stadium-testimonianza-e-denuncia-di-un-tifoso-del-napoli-disabile-61545/). Giuseppe, ventinovenne, invalido al 74% e tifoso del Napoli, sarebbe stato aggredito verso le 17.15 fuori dal settore ospiti. Protagonisti dell’inqualificabile gesto due persone, una donna e un uomo. Quest’ultimo avrebbe colpito il ragazzo al viso con un pugno rompendogli gli occhiali e un dente. Le lesioni riportate risultano dal referto medico rilasciato dalla Croce Rossa presente allo stadio in cui viene indicata la prognosi di un giorno “salvo complicazioni”. Un episodio senza dubbio grave ma, ha sottolineato ancora Savarese, «nessuno ne parla e non capisco come sia possibile». Eppure le telecamere di Mediaset avrebbero addirittura fatto delle interviste per servizi che non sono mai andati in onda.
Il caso sembra tutt’altro che archiviato visto che dai siti dei tifosi la notizia è rimbalzata quest’oggi anche sulla prima pagina del sito del quotidiano il Mattino. “Anche i bambini napoletani picchiati dai tifosi juventini” è il titolo di una lettera inviata alla redazione. Sotto, i commenti anti-juventini si sprecano andando ulteriormente ad avvelenare i rapporti tra le due tifoserie. Una situazione preoccupante in vista della finale di Coppa Italia tra Juventus e Napoli che si giocherà a Roma il prossimo 20 maggio e un motivo in più per fare chiarezza su quanto realmente accaduto domenica dalle parti della Continassa. Sarebbe un vero peccato scoprire che dentro e fuori la nuova struttura-gioiello bianconera si ripetono le stesse dinamiche viste troppe volte al Delle Alpi, con la società ostaggio di gruppi di teppisti politicizzati la cui condotta non ha nulla a che vedere con il tifo vero.
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