Compagnia petrolifera messicana esporta navi tossiche in Asia (Ecoinchiesta)

Compagnia petrolifera messicana esporta navi tossiche in asia

Dopo la Exxon Valdez , altre tre navi considerate tossiche preoccupano gli ambientalisti indiani. A quanto pare la compagnia petrolifera statale messicana, la PeMex, si sta preparando a dismettere le sue vecchie petroliere in alcuni cantieri di demolizioni navali asiatici, luoghi dove le normative ambientali e di sicurezza dei lavoratori sono inesistenti. La prima nave si chiama De Marz (ex 18 De Marzo) ed è una petroliera in pessime condizioni, recentemente venduta dalla PeMex ad un cantiere di demolizione navale indiano con sede nella famigerata città costiera di Alang, fulcro dell’attività di ship breaking selvaggio. La petroliera ha già sostituito la bandiera messicana con quella di convenienza di Tuvalu e secondo voci non confermate si prepara ad essere smantellata in India. La vendita sarebbe quindi il solito paravento per nascondere una palese violazione della Convenzione di Basilea, sottoscritta anche dal Messico, che permette l’esportazione di rifiuti pericolosi solo verso i paesi dell’OCSE. L’India, il Pakistan, il Bangladesh e la Cina, non possono pertanto ricevere legalmente dei rifiuti dal Messico, a meno che siano prima bonificati da tutti i materiali tossici. Non è il caso della De Marz che, come tutte le imbarcazioni obsolete (è stata costruita nel 1977), è da considerarsi alla stregua di un rifiuto pericoloso per via dei materiali altamente nocivi presenti a bordo, come l’amianto e i residui di greggio. Rimane da vedere se anche per la petroliera messicana la Corte Suprema indiana applicherà lo stesso principio che non ha consentito, almeno per ora, l’ingresso della Exxon Valdez nelle acque del paese.

Ecoinchiesta, 19/05/2012

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in Ambiente, ecomafia e veleni, Esteri e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.