Traffico rifiuti ferrosi, due arresti a Torino (Pagina)


Sbaragliavano la concorrenza praticando prezzi stracciati per smaltire rifiuti ferrosi che poi abbandonavano senza remore nelle strade di campagna. Il traffico illecito scoperto dai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Torino ha portato all’arresto di due titolari di ditte con sede nel Torinese.
Secondo quanto emerso nelle indagini condotte dai militari, i due imprenditori si accaparravano da diverse fonderie di Torino e Cuneo grandi quantitativi di scarti ferrosi, grazie a tariffe di smaltimento molto inferiori rispetto ai normali standard di mercato: 100 euro a tonnellata invece di 190. Ma dietro a quella che sembrava essere un’iniziativa decisamente conveniente per le aziende, si nascondeva in realtà un pericoloso inganno. Il meccanismo, messo in atto dall’autunno del 2010 in poi, era semplice. Il materiale raccolto in grossi sacchi (big bags) veniva lasciato, senza aver subito alcun trattamento, nei boschi alle periferie dei comuni di Settimo Torinese e di Pianezza, su rimorchi di cui una società compiacente aveva precedentemente denunciato il furto, oppure in capannoni affittati attraverso dei prestanome pronti a scomparire subito dopo aver riempito i locali. In totale sarebbero state disperse nell’ambiente 2700 tonnellate di scarti, un business illecito che ha fruttato circa 3 milioni di euro.

Ecoinchiesta 22/05/2012 ; Pagina 23/05/2012

 

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