Alla riscoperta delle “vie dei rifiuti” a Torino nord (Ecoinchiesta ; Pagina; Leinì Online)

Strada Bellacomba è una delle “vie dei rifiuti” della periferia nord di Torino. Un indirizzo sconosciuto a più, ma ben noto a chi segue le piste dei reati ambientali compiuti nel capoluogo subalpino.

Vallaretto inizia quando Torino sembra finita. E invece no, c’è ancora quest’ultimo quartiere prima di arrivare a Borgaro, che di fatto appartiene alla città come tutti gli altri. Come la Crocetta, come Santa Rita, come Barriera di Milano e la vicina Falchera. Solo che Villaretto se lo dimenticano sempre un po’ tutti. Soprattutto i politici. Difficile immaginarsi uno di loro a passeggio tra ciò che resta di questo borghetto cinquecentesco ormai in “disarmo”, circondato da tanti capannoni industriali e da campi agricoli, forse gli ultimi all’interno del comune di Torino. Qui si percepisce ancora l’aria della campagna piemontese, purtroppo irrimediabilmente contaminata dal rombo delle auto che sfrecciano sulla tangenziale e dalla malinconia che serpeggia in questo non luogo super-periferico, rimasto a metà strada tra passato e presente, tra città e prati, tra la strada dell’Aeroporto e il nulla. Com’è del tutto evidente, Villaretto è un quartiere con moltissimi problemi. Uno dei più preoccupanti riguarda le discariche abusive sparse tra le stradine isolate, utilizzate da anni come delle terre di nessuno per scaricare impunemente tonnellate rifiuti. Visitare questa Torino degli orrori, nascosta nell’angolino più appartato della città, può essere stupefacente. Per arrivarci basta lasciarsi alle spalle il viavai di tir provenienti dalla zona industriale di strada del Francese, avventurandosi in una delle viuzze sterrate che tagliano in due la boscaglia.

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Strada Bellacomba è in una delle “vie dei rifiuti” della periferia nord. Un indirizzo sconosciuto a più, ma ben noto a chi segue le piste dei reati ambientali compiuti nel torinese. Qui giace immondizia di ogni genere, una zona franca lunga diverse centinaia di metri in cui si scorgono montagne di pneumatici, macerie, vecchi frigoriferi, rottami di auto, mobili, materassi e assi di legno. Ma non è tutto. Il luogo è anche teatro di scarichi di rifiuti pericolosi la cui natura andrebbe accertata, come gli strani materiali di scarto industriali sparsi un po’ ovunque, altri sacchi neri e azzurri di natura sospetta e, scavando, in chissà cos’altro ancora.

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Di certo non mancano le cataste di eternit abbandonate tra la vegetazione, le latte di vernice e i bidoni di olio il cui contenuto in alcuni casi ha già impregnato il terreno. Ma ci si può imbattere anche nei cosiddetti big bags, grossi sacchi usati per il trasporto di rifiuti speciali. Da ricordare che proprio questa settimana un’operazione dei Carabinieri di NOE ha portato all’arresto di due imprenditori accusati di abbandonare big bags piene di polverino di ferro nei boschi del torinese.

Il danno ambientale in strada Bellacomba è tanto più grave se si pensa che quest’area è soggetta a rischio di esondazione, come segnalato da un grande cartello, perché vicina al torrente Stura. Eppure, per quanto assurdo possa sembrare, la presenza dei cumuli di immondizia sversati illegalmente in questa via non è affatto una novità per le autorità cittadine. Già nel 2007 il sito veniva inserito nell’elenco delle 11 discariche abusive scoperte a Torino nel corso dell’operazione “Green” della Guardia di Finanza. Allora era stata rilevata, tra l’altro, la presenza di «olii esausti, fusti di isocianato, vernici sintetiche, elettrodomestici, derivati del pvc, lastre di amianto, tubi fluorescenti frantumati con polveri luminescenti a base di fosforo e cadmio». A cinque anni di distanza e dopo qualche timido tentativo di pulizia tutto è tornato come prima, in attesa che il Comune realizzi il sogno della bonifica. Dal canto loro i residenti di Villaretto hanno dato prova di saper aspettare. Ma fino a quanto è giusto pretendere che i cittadini portino pazienza?

 – Ecoinchiesta, 25/05/2012 ; Pagina.to.it 27/05/2012 ; Leinì Online, 29/05/2012

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