Il business dei cerchi nel grano (Pagina)

È da una settimana ormai che la stampa torinese parla dei misteriosi cerchi nel grano comparsi a Santena. Non è la prima volta che gli appassionati di ufologia si trovano ad andare alla ricerca delle tracce lasciate da E.T nei dintorni del paese che fu caro a Cavour e agli amanti degli asparagi. Era già accaduto altre quattro volte dal 2006 ad oggi, una sequenza che a detta degli appassionati del fenomeno pone l’Italia al secondo posto al mondo per numero di crop circles scoperti. I cerchi nel grano sono delle forme geometriche più o meno complesse, ben visibili dall’alto, realizzate in campi di cereali o simili. I primi comparvero in Inghilterra negli anni Settanta e da allora, benché non esistano indizi che provino la natura extraterrestre di questi disegni, il loro improvviso avvistamento è sempre accolto con curiosità e timore.
Ma mettiamo da parte le leggende e lo scetticismo. Andiamo a Santena, in strada Ponticelli, a pochi chilometri dalla tomba del conte di Cavour. Il navigatore satellitare ci conduce fino all’inizio di una via sterrata da dove cominciano i campi di asparagi. Qui nessuna traccia di “cerchi” alieni. Avanziamo titubanti: sarà questo il posto? Non avremo sbagliato strada? Poco più avanti la certezza di essere vicini alla destinazione ce la dà un cartello di cartone rosso con sopra disegnata una freccia e la scritta “Crop circle – cerchi nel grano”. Nemmeno il tempo di stupirci per l’ottima segnaletica con una battuta («cose dell’altro mondo!») che un camioncino rosso ci affianca con il finestrino abbassato: «Cercate i cerchi? Seguitemi!». Ci accodiamo percorrendo la stradina di terra battuta per un paio di chilometri, finché la nostra guida ci indica l’area parcheggio. «L’area parcheggio?». Ma come? Volevamo vivere un’esperienza spaziale, spingerci fino alle soglie di un incontro ravvicinato del terzo tipo e invece ci ritroviamo nel bel mezzo di un percorso di visita organizzato, neanche fossimo a un museo! Sforzandoci di ritrovare un po’ di giusta atmosfera ci infiliamo le scarpe da trekking, recuperiamo le macchine fotografiche e ci avventuriamo fino… ad un altro cartello rosso con la solita scritta “Crop circle – cerchi nel grano – avanti”.

Il business dei cerchi nel grano (2)
Alla fine arriviamo fino al campo di grano che qualcuno vorrebbe sia servito come punto d’atterraggio per un’astronave aliena. È il campo del signor Michele, che racconta a noi ciò che aveva già raccontato a La Stampa e che racconta nuovamente dopo ai microfoni di Sky, ovvero come si è accorto che il suo terreno era stato utilizzato come tavolozza per un disegno stellare. «Io abito in quella casa lì vicino e la mattina del 17 giugno ho visto i miei cani che correvano all’impazzata, allora sono andato a vedere».
La scoperta di una costellazione disegnata piegando perfettamente le spighe ha trasformato il terreno del signor Michele in un luogo di pellegrinaggio per appassionati di ufologia e curiosi. Su internet, dopo la pubblicazione di un’immagine realizzata con un sorvolo aereo dell’area, si dibatte sul significato della sagoma apparsa nel campo. Cosa vorrà dire? È un messaggio da decodificare? E se fosse così, perché questi alieni disgraziati non sanno essere più chiari? La spiegazione de La Stampa è che i “cerchi” di Santena raffigurano il sistema solare e la costellazione del Cancro e che il disegno indica la data del 21 dicembre 2012, il giorno che secondo i Maya darà inizio alla fine del mondo. Chi siamo noi, umili cronisti di provincia, per mettere in dubbio tutto ciò? Decidiamo di fidarci e quindi ci dedichiamo ad osservare più prosaici e modesti fatti. Il primo è che in questi giorni sono davvero tanti ad arrivare fino a questa anonima campagna, tutti accolti come noi da un’organizzazione stupefacente per essere improvvisata. Ci sono dei frigoriferi e dei tavolini tipo bar, c’è un provvidenziale elevatore che per la modica cifra di due euro e cinquanta centesimi fa salire i visitatori fino a poter ammirare dall’alto gli arcani “cerchi” e c’è persino un banchetto per la vendita di esclusive t-shirt celebrative dell’evento.

Il business dei cerchi nel grano (3)È tutto così perfettamente studiato per accogliere i “turisti del grano” che qualcuno sulla via del ritorno ha ricordato la comparsa dei crop circle nella vicina Poirino, due anni fa. Allora le indagini condotte dalla polizia municipale portarono a ritenere che gli artisti non fossero dei visitatori extraterrestri, ma delle persone «intraprendenti». Si parla di un gruppo di ragazzi della zona che si divertirebbe a creare dal nulla delle forme degne di una puntata di Voyager. Fatto sta che nessuno è mai riuscito a scoprire la loro reale identità, aliena o terrestre che sia. Dunque il dubbio sulla natura delle strane geometrie stellari rimarrà ben custodito anche stavolta? Di sicuro riuscire a far atterrare una nave spaziale sul proprio terreno è una efficace forma di marketing. Una variante bogianen del fenomeno Lock Ness che potrebbe essere riproposta con successo anche in altre aree del Paese. Il business dei “cerchi” è una mano santa in questi tempi di crisi.

Pagina.to.it, 25/06/2012

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