Parte stanotte il treno delle scorie (Pagina)

Il treno infernale, un convoglio carico di combustibile nucleare altamente radioattivo diretto alla centrale di La Hague, partirà questa notte da Vercelli. Fonti francesi danno ormai la notizia come certa.
La possibilità che il trasporto delle scorie fosse anticipato di un giorno è andata via via diminuendo nella giornata di ieri a causa di alcuni problemi alle linee ferroviarie piemontesi. Già nel pomeriggio di domenica nei pressi del deposito Avogadro di Saluggia, in cui sono state a lungo conservate le barre, c’era calma piatta. Il combustibile esausto era già stato spostato alcune ore prima a bordo di tir a Vercelli, dove è attualmente custodito in un deposito presidiato non distante dalla stazione.
Nelle prossime ore quindi, i gruppi ambientalisti italiani e francesi saranno più che mai sul piede di guerra. Per ciò che riguarda il territorio piemontese non è ancora chiaro se verranno organizzate delle manifestazioni simili a quelle che accompagnarono l’anno scorso i passaggi di altri due treni nucleari in Val Susa. Certe invece le intenzioni dei No-Nuke francesi: in Francia dove il convoglio dovrà attraversare ben 12 dipartimenti ci saranno sicuramente dei tentativi di occupare i binari.
Un’altra incognita rimane la tratta italiana che verrà seguita dal treno. La più probabile è Vercelli-Novara-Mortara-Alessandria-Asti-Torino Lingotto-Bardonecchia-Modane. Tuttavia sul sito anti-nuclearista francese Sortir du Nucléire viene paventato il passaggio diretto in Val Susa, sempre via Torino: Vercelli-Torino-Collegno-Alpignano–Rosta-Avigliana- Sant’Ambrogio, per poi passare per Chiomonte e proseguire fino a Bardonecchia. I gruppi che si oppongono ai trasporti nucleari continuano a lamentare l’assenza di un’adeguata informazione ai cittadini sui pericoli derivanti da questi trasferimenti. Nei giorni scorsi solo dei generici comunicati diramati dalle prefetture di Torino, Vercelli, Novara e Pavia avevano preannunciato la partenza del convoglio, sottolineando come simili trasporti siano ritenuti sicuri, grazie agli speciali alloggiamenti delle barre nei vagoni Castor. Un’opinione non condivisa dagli ambientalisti che ricordano come nel 1998 il personale del CRIIRAD (Commission de Recherche et d’Information Indépendantes sur la Radioactivité) avesse già misurato il flusso di radiazioni gamma provenienti da un vagone di combustibile irraggiato, registrando livelli nettamente superiori al normale.
No-Nuke italiani e francesi denunciano inoltre la segretezza con cui vengono programmati i viaggi delle scorie. «Nonostante i rischi, le autorità non forniscono nessuna informazione su questo tipo di trasporti, e tacciono la loro esistenza e la loro pericolosità per la popolazione ed i lavoratori coinvolti» scrive in un comunicato Sortir du Nucléire. Secondo gli ambientalisti francesi «le autorità fanno di tutto affinché nessuna informazione possa filtrare sull’esistenza di questi convogli, a costo di adoperare degli stratagemmi per camuffare i treni».
Dopo quello di stanotte, altri sette treni infernali attraverseranno il Piemonte nei prossimi mesi per via di un accordo siglato nel 2006 che prevede l’invio in Francia delle barre di combustibile irraggiato custodite nel deposito di Saluggia. Per l’Italia il costo dell’operazione si aggira intorno ai 250 milioni di euro. Infine, dopo averne estratto il plutonio (1%), le scorie torneranno definitivamente in Italia tra il 2020 e il 2025, per essere sistemate in un deposito che ancora non esiste.
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