Scaramucce per il treno radioattivo (Pagina)

Le prime immagini del treno nucleare, il “mostro” atteso ormai da giorni sulle ferrovie piemontesi, le ha messe in rete ieri Legambiente. Foto scattate da lontano con un teleobiettivo mostrano i container delle scorie stoccati nei pressi della stazione di Vercelli. La temuta partenza del convoglio, formato da tre treni, avviene circa a mezzanotte. Un treno civetta apre la strada, mentre a chiudere la fila ci pensa un locomotore con a bordo poliziotti e finanzieri. Il “mostro” è in mezzo, ben riconoscibile dai due speciali vagoni Castor (cask for storange and transport of radioactive material), contenitori verdi e bianchi con all’interno le barre radioattive dirette alla centrale francese di La Hague per il riprocessamento. Lungo tutto il percorso e sul web l’attenzione degli ambientalisti è massima. In Piemonte si annuncia una notte di altissima tensione. Una previsione confermata dall’importante spiegamento di forze dell’ordine nei pressi di tutte le stazioni lungo il tragitto verso la Francia. Alle 01.10 la polizia sgombera un presidio pacifico formatosi alla stazione di Asti. Ora tutti gli occhi sono puntati verso l’incandescente Val Susa. Il tam tam dei No-Nuke avverte della partenza di uomini e mezzi dalla questura di Torino diretti a Bussoleno, dove dalle 23.30 è attivo un presidio contro il passaggio del treno nucleare. Successivamente una colonna di automezzi delle forze dell’ordine si forma all’entrata dell’autostrada a Rivoli. Quattordici blindati arrivano a Bussoleno, dove cinquanta persone che tentavano di bloccare il convoglio vengono messe in stato di fermo. Sempre a Bussoleno un nutrito gruppo di attivisti viene bloccato a bordo di un treno proveniente dall’Alta Valle. «Sono rimasti nelle carrozze di loro spontanea volontà» afferma la polizia. Circa duecento persone vengono identificate alla presenza di due avvocati del Legal Team No-Tav e un politico della sinistra torinese.
Radio Blackout, voce di No-Tav e No-Nuke, segnala la presenza in massa di forze di polizia su tutto il territorio della Val Susa. Ma non è sufficiente perché verso le 3.00 quindici attivisti riescono ugualmente ad occupare a sorpresa i binari a Borgone. Si tratta di tredici italiani, un francese e un greco che vengono sgomberati poco prima del passaggio del treno. I mezzi blindati si spostano a Chiomonte, dove sempre Radio Blackout descrive l’arrivo di una ruspa della polizia e di un mezzo idrante nei pressi del camping No-Tav. La situazione si fa incandescente, si teme uno sgombero che però non avviene. Intanto il treno infernale passa, lasciandosi alle spalle le zone militarizzate. Per la Val di Susa è la fine dell’ennesima notte agitata, mentre il lungo viaggio delle scorie prosegue oltre frontiera. Oggi e domani sono attese altre proteste nei dodici dipartimenti francesi interessati dal passaggio del treno.
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 – Pagina.to.it, 24/07/2012

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