Nixon resiste sul muro (Pagina)

D’ora in poi non avrete più un Richard Nixon da prendere a calci…
(Frase rivolta da Nixon ai giornalisti durante una conferenza stampa)

Questa vecchia scritta si trova su un muro di corso Umbria, periferia nord-ovest di Torino. A modo suo è una vera reliquia. “Nixon”, il nome del 37° presidente degli Stati Uniti, è stato scritto con vernice bianca e con una svastica al posto della X. Un’accortezza che la dice lunga… Qualcuno, probabilmente un operaio, uno dei tanti che frequentavano questa zona un tempo piena di fabbriche (Fiat, Michelin, Savigliano etc), deve averla vergata circa quarant’anni fa.
E quella scritta è rimasta lì, salvandosi chissà come dalla riqualificazione urbanistica del basso San Donato.
Qualche illustre esperto di archeologia muraria potrebbe addirittura azzardare una datazione approssimativa, facendola risalire ai primissimi anni ’70 del secolo scorso. Comunque, anno più anno meno, sembra passata un’eternità. Com’era il mondo quando sulla poltrona di Barack Obama sedeva Richard Nixon? Il pensiero va subito alle cose più ovvie: la guerra in Vietnam, l’URSS di Breznev, la Cina di Mao e poi lo scandalo Watergate. Era insomma un mondo pieno di contrapposizioni e di rancori ideologici, così grandi e profondi da rimanere impressi fino ad oggi su un muro di periferia.

  Pagina, 04/02/2014

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