DIA, duro colpo alla ‘ndrangheta (Pagina)

Un patrimonio immobiliare di venti milioni di euro riconducibile alla ‘ndrangheta è stato sequestrato questa mattina dalla Direzione Investigativa Antimafia su ordine del Tribunale di Torino. Sono quaranta immobili e ventitré terreni ubicati tra Piemonte, Lombardia, Lazio e Calabria che sarebbero stati nelle disponibilità della potente famiglia Marando. La cosca, attiva da anni nel Basso Canavese ma strettamente legata ai Barbaro di Platì, si sarebbe servita di alcuni prestanome anche nella gestione di tre società. Si tratta della Cosma Group, della Piramide Costruzioni e dell’azienda agricola canavesana Green Farm di Rivarossa, sequestrate anch’esse su richiesta del procuratore aggiunto Alberto Perduca.
Il blitz rientra tra gli sviluppi dell’operazione “Marcos” che nel 2009 ha permesso di mettere in luce gli affari illeciti condotti dai Marando e incentrati soprattutto sul traffico di stupefacenti. Secondo quanto accertato nel corso delle indagini, il denaro ottenuto con la droga era stato dapprima reinvestito da Cosimo Salerno, uomo di fiducia del capoclan Domenico Marando, in imprese di costruzione e società immobiliari. Successivamente, a causa di alcuni contrasti interni al clan, l’intero patrimonio era passato per decisione dello stesso boss sotto la gestione della famiglia Tassone-Filardo.
Gli interventi di oggi, svolti congiuntamente nelle province di Torino, Reggio Calabria, Milano, Como, Varese e Roma, hanno individuato, spiega una nota della DIA, “un contesto di pericolosità estremamente grave, intenso ed attuale, sicuramente idoneo a giustificare l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale, nei confronti dei quali è stata anche richiesta la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza”.

 – Pagina.to.it, 03/12/2012

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