Suma turna si (Pagina)

“Suma turna sí”, siamo di nuovo qui, dice un cartello in dialetto torinese mostrato alle telecamere di Sky. È proprio così, i tifosi della Juventus sono di nuovo scesi in piazza ieri sera per festeggiare uno scudetto: il ventinovesimo per la Federcalcio, il trentunesimo per il popolo della Signora.
A Torino la gioia è scoppiata subito dopo la vittoria casalinga con il Palermo, necessaria per mettere matematicamente in bacheca il secondo tricolore della Juventus targata Antonio Conte. Lunghi caroselli di auto si sono mossi dalla periferia verso il centro, invadendo letteralmente le piazze e le vie principali.

La città si è dunque colorata nuovamente di bianconero, proprio come dodici mesi fa per la conquista della terza stella, quella dei “trenta sul campo”, quella che c’è ma non si vede. Allora, per la sfilata del bus scoperto con a bordo i giocatori della Juve, erano scesi in strada in 400.000, stavolta è ancora troppo presto per fare i conti, ma la straordinaria euforia dei tifosi juventini è stata sicuramente replicata. Differente è stato invece il programma della festa organizzata dalla società di corso Galileo Ferraris, che ha previsto per il pullman dei giocatori un percorso inverso rispetto a quello seguito lo scorso anno. Con la storica piazza San Carlo tagliata fuori dalle tappe dell’oceanico abbraccio dei tifosi juventini a Buffon e compagni, l’appuntamento si è spostato tra le piazze Vittorio, Catello e Solferino.
Alle 18.30, ora prevista per l’arrivo della squadra, corso Cairoli è già un’enorme distesa bianconera. Mancano solo i Campioni d’Italia che però a quell’ora sono ancora all’interno dello Juventus Stadium. «È colpa di Conte, è lui che è in ritardo, è ancora nella doccia», dice Marco di Massina informato telefonicamente da un amico che sta seguendo la diretta tv.
La piazza intanto è sempre più impaziente, ma non c’è niente da fare, bisogna attendere. E allora si passa il tempo improvvisando cori contro gli avversari storici (Milan e Toro) e contro quelli occasionali (il Napoli). Finalmente alle 19.25 gira voce che il bus scoperto ha lasciato lo stadio. Tempo previsto per l’arrivo in corso Cairoli, 15 minuti: piazza Vittorio risponde con un boato. Il solito tifoso messinese si informa del tragitto tramite l’amico: «in tv dicono che sono in corso Lecce…. anzi no, hanno già svoltato in corso Vittorio… dovrebbero essere qui a minuti».

In realtà il bus compare in piazza Vittorio dalla nebbia provocata dall’accensione di alcuni fumogeni alle 20.00 esatte. Ed ecco la Juventus: Marchisio sventola una bandiera tricolore, Vidal alza al cielo un grosso scudetto con sopra stampato il numero “31”, Vucinic armeggia con una trombetta, mentre Buffon, tra un sorso di birra e l’altro, non si toglie gli occhiali da sole nonostante il tempo sia quanto mai grigio. Il più alto di tutti è Giovinco, ma solo perché è in piedi sulla balaustra del pullman che intanto inizia a risalire lentamente la piazza stracolma. C’è chi scatta foto, chi chiama a squarciagola il suo giocatore preferito e chi si unisce al comune grido «Juve! Juve!».

È a questo punto che il popolo juventino si trasforma da spettatore in protagonista: sono i Campioni d’Italia a filmare la folla con i loro telefonini e non più solo viceversa.
Il bus prosegue il suo giro d’onore verso via Po. Inizia anche a piovere, ma nessuno ci fa caso, la notte bianconera di Torino è appena cominciata e, forse, anche un altro ciclo di vittorie.

 – Pagina, 06/05/2013

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