Preservativi, l’ultima frontiera del falso (Pagina)

PRESERVATIVI, ULTIMA FRONTIERA DEL FALSONon più solo capi d’abbigliamento, elettronica e cosmetici, la contraffazione made in China è arrivata ad interessare in maniera rilevante anche il mercato dei preservativi. L’allarme sulla pericolosità di questi prodotti, già lanciato dal colosso dei profilattici Durex, è stato recentemente confermato da un’operazione portata a termine della polizia cinese nel centro del paese. Secondo quanto riportato da ABC News, 37 persone impegnate a gestire alcune fabbriche clandestine di condom falsi sono state arrestate lo scorso 29 marzo nella provincia di Fujian. Quasi cinque milioni di profilattici taroccati, pronti a finire negli store online o sugli scaffali di negozi, supermercati e farmacie di tutto il mondo, sono stati sequestrati dagli agenti. Quanto scoperto sarebbe però solo un piccolo tassello del vasto mercato nero dei profilattici cinesi, prodotti pericolosissimi a causa della loro scarsa resistenza. I condom contraffatti tenderebbero infatti a rompersi dieci volte più facilmente di quelli originali, aumentando quindi il rischio di gravidanze indesiderate, o peggio, di contrarre malattie sessualmente trasmissibili come l’AIDS.

La fabbrica di Liu. L’ultimo blitz della polizia cinese per reprimere il business dei profilattici falsi è nato da un’indagine avviata sul web. Lo scorso febbraio un poliziotto aveva notato una serie di inserzioni riguardanti la vendita di preservativi a basso costo sul sito Taobao.com, il più importante sito di shopping online cinese. Il sospetto che si trattasse di prodotti illegali ha condotto gli investigatori a scoprire una rete di laboratori clandestini in cui, senza le adeguate norme igieniche, venivano confezionate migliaia e migliaia di scatole di profilattici. Nelle fabbriche lavoravano decine di operai, mentre a capo dell’organizzazione c’era un personaggio soprannominato Liu: un imprenditore del falso a tutti gli effetti, che acquistava lattice grezzo nei dintorni di Pechino per trasformarlo in falsi condom marchiati Durex, Contex e Jissbon.
La fabbrica di Liu era arrivata a produrre circa 20.000 profilattici al giorno, che venivano poi rivenduti al prezzo di 1 yuan caduno (circa 0,16 dollari) soprattutto attraverso il web. I guadagni erano alti e i costi di produzione bassissimi: ogni profilattico non costava più di 0,17 yuan.

Falsa sicurezza. I condom cinesi non sono adeguatamente sterilizzati e vengono fabbricati con procedimenti che mettono a rischio la salute di chi li utilizza. Spesso si tratta di preservativi non lubrificati e quindi ad alto rischio di rottura, altre volte la lubrificazione viene fatta usando oli vegetali che a lungo andare possono far marcire il lattice.

La minaccia. Le autorità cinesi hanno stimano che fino ad un terzo dei profilattici utilizzati in alcune zone della Cina sono falsi e dunque pericolosi. Ciò rappresenta una seria minaccia per la nazione più popolosa del mondo, dove ogni anno vengono utilizzati più di 2 miliardi di preservativi.
Ma questo spinoso problema non si limita certo all’Asia. I preservativi contraffatti sono «un grande problema per la salute pubblica», ha scritto recentemente il Guardian. Il quotidiano inglese ha portato l’esempio del Ghana, dove un’indagine interna ha accertato la presenza di 110 milioni di condom cinesi distribuiti addirittura dal servizio sanitario nazionale. I pezzi individuati riportavano stampata la garanzia di sicurezza ma non erano nient’altro che dei falsi, prodotti nella provincia di Henan.
E anche se per ora i dati a disposizione sono scarsi, neppure l’Italia può dirsi al sicuro dall’invasione dei preservativi made in China. Sprovveduti clienti possono acquistare facilmente i prodotti pericolosi sul web, magari perché attratti dai bassi prezzi di vendita. Una apparente convenienza che può divenire un focolaio di contagio per il virus dell’HIV.
Il nostro paese è inoltre un corridoio per il passaggio dei flussi di merce illegale proveniente dall’Asia, compresi proprio i profilattici falsi. Lo hanno confermato i funzionari della Dogana di Gioia Tauro che, in collaborazione con la Guardia di Finanza, hanno sequestrato nell’agosto del 2012 un carico 90.000 condom contraffatti destinati ad essere piazzati in Albania.

 – Pagina.to.it, 22/05/2013

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