Nucleare militare: pilastro strategico cinese (BioEcoGeo)

La notizia positiva, per modo di dire, è che secondo un rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute, a maggio 2013 erano presenti al mondo 17.625 testate nucleari: 8500 in Russia, 7700 negli Stati Uniti e 1425 tra Regno Unito, Francia, Cina, India, Pakistan e Israele. All’inizio del 2012 erano 19.000. Magra consolazione dunque, anche perché i dati sulla diminuzione del numero delle armi atomiche potrebbero essere sbagliati. A mancare sarebbe la certezza sull’esatta dimensione dell’arsenale nucleare in mano alla Cina. Ufficialmente, Pechino ha registrato un aumento delle sue scorte di ordigni pari a 10 unità nell’ultimo anno, arrivando così a possedere 250 testate nucleari. Ma c’è chi pensa che le armi atomiche controllate “sottobanco” dai cinesi possano essere molte di più. Uno studio della Gorgetown University ad esempio, ha ipotizzato che la Cina possieda fino a 3000 testate nucleari, mentre secondo l’ex comandante delle forze missilistiche russe, il generale Victor Yesin, l’arsenale cinese raggiungerebbe “appena” i 1600-1800 ordigni atomici (fonte: vpk-news).
La mancanza di trasparenza della Cina sui propri armamenti giustifica questo stupefacente scostamento nelle stime. Una discordanza di opinioni confermata anche recentemente dal generale Kehler, comandante dello US Strategic Command: «Non credo che la Cina abbia centinaia o migliaia di armi nucleari in più rispetto a quelle che i nostri servizi segreti hanno segnalato».
Di certo c’è che, mentre USA e Russia stanno lentamente riducendo i propri arsenali (come previsto dal trattato “New START” firmato nel 2010), l’obiettivo di Pechino è quello di modernizzare rapidamente la sua potenza militare, anche a livello nucleare. Questa è la vera novità.

xiIl nucleare rosso. «L’unità nucleare è un pilastro strategico del nostro status di grande potenza». Queste parole, pronunciate lo scorso dicembre dal leader cinese Xi Jinping, rappresentano una vera svolta per le ambizioni atomiche della Cina. In passato, gli alti funzionari di Pechino avevano sempre tenuto un basso profilo sulle velleità del paese in questo ambito, ora invece il cambio di prospettiva sembra evidente.
«Le armi nucleari sono il principale deterrente strategico della Cina e un fondamento importante per proteggere la nostra sicurezza nazionale», ha proseguito Xi Jinping. Si tratta di una dimostrazione di forza che, almeno in apparenza, non preoccupa ancora gli analisti strategici, a detta dei quali il rischio di un’escalation nucleare in Asia rimane basso. Il comportamento della Cina mirerebbe quindi solo e unicamente a scoraggiare l’aumento della presenza militare statunitense nella loro regione di influenza. Rimane però una domanda a turbare i sonni degli strateghi: se davvero le testate nucleari cinesi sono già migliaia, quante di esse sono tenute in uno stato di massima allerta operativa?
Perché fidarsi è bene ma… della Cina chi si fida?

 – BioEcoGeo, 05/06/2013

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