Le bombe dei buoni dell’estate 1943 (Pagina)

Accadeva esattamente 70 anni fa. Correva l’anno 1943, era estate e a Torino cadevano le bombe. La Siria allora era qui, sotto la Mole, tra i quartieri presi di mira dai caccia. Di quei bombardamenti in molti si sono a lungo vergognati, perché quelle erano le bombe dei buoni, quelle che sganciarono sulla città gli anglo-americani. Bombe “democratiche”, che però uccisero e devastarono come tutte le altre. Ieri sera, per ricordare i tragici fatti dell’estate del 1943, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di corso Regina Margherita ha aperto il suo archivio storico e organizzato un interessante incontro commemorativo. Presenti, tra gli altri, il sindaco Piero Fassino e l’ex sindaco Diego Novelli in qualità di presidente provinciale dell’ANPI.

Le fotografie e i filmati, molti dei quali inediti, ottimamente selezionati dal vigile del fuoco Michele Sforza, hanno mostrato ai circa duecento presenti una Torino spaventosa e disseminata di macerie. Tra la polvere e il dolore lavorarono eroicamente i Vigili del Fuoco di Torino, che con la loro dedizione e il loro sacrificio rappresentarono spesso l’unico punto di riferimento per una popolazione disorientata e disperata. Uno di quei pompieri era Beppe Gastaldi, ex partigiano, che ha ricordato lo scenario apocalittico apparso davanti ai suoi occhi dopo il bombardamento degli Alleati avvenuto tra il 20 e il 21 novembre 1942 nel quartiere di Madonna di Campagna. «Quella notte il cielo era rosso», ha detto Gastaldi, «spettri ricoperti di polveri si aggiravano tra le macerie della parrocchia».

Beppe Gastaldi, ex vigile del fuoco e partigiano

Sessantaquattro persone persero la vita in seguito al crollo della chiesa di Madonna di Campagna e dell’adiacente convento. Non tutte le vittime vennero identificate. La Gazzetta del Popolo descrisse quel bombardamento con queste parole: “Tutto è stato distrutto, sminuzzato, polverizzato… Solamente l’agile e acuto campanile rimane integro, quasi per miracolo, come un segnacolo proteso verso il cielo a riaffermare un’indistruttibile promessa di fede”.
Bombe e rovine, orrori e sofferenze riproposte identiche anche nella drammatica estate del 1943. «Quelle erano le bombe degli Alleati» ha sottolineato il sindaco Fassino «ma le bombe “democratiche” non hanno fatto meno male delle altre».

Michele Sforza, vigile del fuoco

Proprio il tema della tragica evoluzione delle tecniche inglesi di bombardamento è stato uno degli argomenti toccati nel suo intervento da Michele Sforza: un’impressionante descrizione degli effetti della cosiddetta Area-bombing, la micidiale sequenza di tre bombardamenti consecutivi, ha lasciato senza fiato i presenti. Così alle immagini dei quartieri di Berlino e di Dresda rasi al suolo dagli ordigni, si sono alternate quelle di una Torino ugualmente ferita e irriconoscibile. Eppure, secondo lo storico Giovanni De Luna, sotto quelle bombe nacquero ugualmente degli amori e si trovò, incredibilmente, la forza di reagire. Parole di speranza che fa bene sentire. Soprattutto oggi.

 – Pagina, 14/06/2013

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