Da Fiat e Chrysler nasce FCA (Pagina)

Dunque è nata, sotto il nevischio che in queste ore scende su Torino, la holding generata dalla fusione tra FIAT e Chrysler. Poche le sorprese nell’ultimo consiglio di amministrazione tenuto al Lingotto, nel quale è stato presentato il profilo di una nuova società che di torinese avrà ben poco. Si chiamerà FIAT Chrysler Automobiles (FCA), avrà una sede legale in Olanda, una sede fiscale nel Regno Unito, sarà quotata alla borsa di New York e secondariamente a Milano. La proposta approvata dal consiglio di FIAT prevede che gli azionisti ricevano un’azione FCA per ogni azione FIAT posseduta.
«Dopo una prima fase di convivenza dei due marchi testimonianza della volontà di operare l’unione nel rispetto delle radici storiche, culturali e produttive delle due aziende – si legge nel comunicato stampa diramato da via Nizza – oggi è necessario per FIAT e Chrysler dotarsi di una nuova identità in grado di rappresentare una realtà imprenditoriale che è molto di più della somma dei singoli soggetti da cui è stata generata, fondata su importanti valori, una specifica cultura d’impresa, una visione comune e condivisa e un Gruppo dal respiro internazionale».

Soddisfatto il presidente FIAT, John Elkann: «La nascita di FIAT Chrysler Automobiles segna l’inizio di un nuovo capitolo della nostra storia, ora possiamo dire di essere riusciti a creare basi solide per un costruttore di auto globale».
Anche Sergio Marchionne si mostra raggiante: «Oggi è una delle giornate più importanti della mia carriera in Fiat e Chrysler. Cinque anni fa abbiamo iniziato a coltivare un sogno di cooperazione industriale a livello mondiale, ma anche un grande sogno di integrazione culturale a tutti i livelli. Abbiamo lavorato caparbiamente e senza sosta a questo progetto per trasformare le differenze in punti di forza e per abbattere gli steccati nazionalistici e culturali».
FIAT ha risposto anche ai timori circolati in questi giorni riguardo al futuro dei dipendenti italiani. «Tutte le attività che confluiranno in Fiat Chrysler Automobiles proseguiranno la propria missione, compresi naturalmente gli impianti produttivi in Italia e nel resto del mondo – assicurano dal Lingotto – e non ci sarà alcun impatto sui livelli occupazionali». In particolare, Torino rimarrà comunque il centro di una delle quattro regioni operative che costituiranno l’asse portante del nuovo gruppo globale. Non è certo poca cosa, eppure mantenere il quartier generale sotto la Mole «sarebbe stato meglio». Ad affermarlo in un’intervista pubblicata questa mattina su La Stampa è il futuro candidato governatore del centrosinistra, Sergio Chiamparino. «Non mi nascondo l’impatto simbolico che ha il cambio di sede – ha detto l’ex sindaco – ma è inutile cospargerci la testa di cenere».

 – Pagina, 29/01/2014

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