Tombe profanate per le messe nere (Pagina)

Il giallo delle ossa umane ritrovate lo scorso 10 ottobre su una panchina del cimitero Monumentale di corso Novara, a Torino, potrebbe essere vicino a una soluzione.
Come si ricorderà i macabri resti, lasciati da una mano ignota all’interno di una scatola di biscotti comprata in una pasticceria di via Lagrange, erano avvolti in alcuni fogli di giornale risalenti agli anni Sessanta. Curiosamente in quelle pagine si parlava di due delitti compiuti a Roma, un particolare che aveva accresciuto l’alone di mistero attorno alla vicenda.
Ora la perizia ordinata dal sostituto procuratore Paolo Scafi sarebbe vicina a sciogliere l’enigma. Le analisi avrebbero infatti evidenziato alcuni elementi che potrebbero essere ricondotti al mondo oscuro delle sette sataniche. In particolare su alcune delle ossa abbandonate al cimitero sono state ritrovate delle tracce di cera colata e delle scritte misteriose. Altri frammenti risultano essere stati legati tra loro con un filo, mentre un teschio è stato levigato con un attrezzo meccanico.
I resti apparterrebbero ad almeno cinque persone: due uomini, due donne e un bambino. Gli investigatori stanno cercando di risalire alla sepoltura, probabilmente una tomba di famiglia, da cui le ossa sarebbero state rubate, forse per essere usate nelle messe nere. Il confronto dei dati dei cadaveri scomparsi con i risultati della consulenza scientifica, potrebbe portare finalmente a risolvere il caso. Per questo motivo il magistrato ha dato ordine di effettuare delle ricerche nei cimiteri e negli ossari della provincia di Torino. La prima tappa degli investigatori saranno i campi santi del Canavese, dove negli ultimi 15 anni si sono verificati numerosi episodi di profanazioni. Si pensa ad esempio a Germagnano dove, dopo l’alluvione del 2000, erano state aperte e saccheggiate alcune tombe. Ma sulla lista c’è anche Chivasso dove era stato ritrovato, più o meno negli stessi anni, un teschio rimasto senza nome.

 – Pagina, 21/02/2014

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