La “via dei rifiuti” ha le ore contate (Pagina)

Sta finalmente per iniziare in zona Villaretto la bonifica di Strada Bellacomba, la più grande discarica abusiva di Torino. Lo ha reso noto il Comune con un comunicato stampa in cui si afferma che i lavori di ripulitura dell’area avranno inizio già lunedì prossimo, con successiva interdizione al traffico veicolare del tratto che intercorre tra i civici 140 e 173.
Si tratta senza dubbio di una bella notizia, dal momento che Strada Bellacomba è stata per anni una delle “vie dei rifiuti” preferita dai furbetti dello scarico facile. Un indirizzo sconosciuto ai più, ma ben noto a chi segue le piste dei reati ambientali compiuti nel Torinese. Qui, tra Torino e Borgaro, in un viottolo lungo diverse centinaia di metri, è stata abbandonata immondizia di ogni genere: montagne di pneumatici, eternit, macerie, vecchi frigoriferi, rottami di auto, mobili, materassi, assi di legno e altri materiali di natura sospetta. Il tutto sparso su un’area demaniale nei pressi del fiume Stura, sottoposta a vincolo paesaggistico.

Già nel 2007 il sito di Villaretto veniva inserito nell’elenco delle 11 discariche abusive scoperte a Torino nel corso dell’operazione “Green” condotta della Guardia di Finanza. Allora era stata rilevata, tra l’altro, la presenza nell’area di «olii esausti, fusti di isocianato, vernici sintetiche, elettrodomestici, derivati del pvc, lastre di amianto, tubi fluorescenti frantumati con polveri luminescenti a base di fosforo e cadmio». Oggi, dopo sette anni e qualche timido tentativo di pulizia, il progetto di bonifica dovrebbe essere ad un passo dal realizzarsi.

«Rivolgo il mio ringraziamento ai proprietari dei terreni che hanno offerto la loro disponibilità a recuperare un angolo di Torino naturale e ricco di vegetazione – ha affermato l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta – offeso dall’incuria e dall’inciviltà delle tante persone che, impunemente, hanno continuato a sporcare per anni un angolo di natura in città. Un ringraziamento particolare va alle Guardie ecologiche volontarie, che già più volte in passato hanno identificato diversi autori di abbandoni, denunciandoli alla Procura, e hanno perciò permesso il conseguente ripristino del sito».

 – Pagina, 24/05/2014

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