11 luglio, venerdì da bollino rosso (Pagina)

L’hashtag #civediamolundici è già stato lanciato e ora, dopo la partecipatissima assemblea dei Movimenti sociali contro la precarietà e l’austerity organizzata negli scorsi giorni a Palazzo Nuovo, gli ingredienti per trasformare il vertice europeo sull’occupazione giovanile in una calda giornata di tensione ci sono proprio tutti.
L’appuntamento in programma a Torino l’11 luglio sarà di quelli da bollino rosso, nonostante la contestazione che si svolgerà parallelamente al meeting nasca con chiare intenzioni non violente. La questura teme disordini alla luce dell’annunciata presenza di No-Tav e anarchici provenienti da mezzo continente. La preoccupazione che il grande evento trasformi Torino o le zone adiacenti la Reggia di Venaria (il luogo esatto in cui avverrà l’incontro non è stato ancora comunicato), in un campo di battaglia per scontri tra manifestanti e forze dell’ordine è quanto mai motivata. Nell’ambiente antagonista si vocifera il possibile ripetersi della strategia dei blocchi, piccoli picchetti diffusi in varie zone della città per creare disordine e sfuggire ai controlli della polizia. Qualcosa del genere era già successo nel corso della protesta dei Forconi del dicembre 2013 e potrebbe ripetersi. E mentre su Twitter la data #11luglio viene accompagnata con l’ironico invito #renzistaisereno, il Presidente del Consiglio italiano e gli altri primi ministri dell’UE non sembrano poter dormire sonni troppo tranquilli. Il tema del summit torinese, l’occupazione giovanile, è infatti tra quelli più sentiti dal variegato universo antagonista. «Forse è di disoccupazione giovanile che sarebbe più lecito parlare – si legge in un documento diffuso dai Movimenti sociali contro l’austerity e la precarietà – se guardiamo ai dati europei la media dei senza lavoro sotto i 25 anni si aggira intorno al 24% ma nel Sud del continente si sfonda ampiamente il 40% e in Spagna e Grecia si va ben oltre il 50%». E sottolineano: «Questi dati rappresentano una brutta vetrina per un’Unione Europea che continua a chiedere sacrifici e austerità in nome di una ripresa che non arriva».
Il Movimento contesta anche la decisione di tenere il vertice nel capoluogo piemontese, una scelta definita sintomatica perché «presentata come fulgido esempio di sorpassamento del modello della città-fabbrica in un oltre di cui quel che si intravvede oggi è soprattutto l’indebitamento, la riduzione progressiva di servizi e welfare e l’impoverimento di ampie fasce di popolazione». Nel mirino di chi si oppone al vertice europeo dell’11 luglio finisce così anche il cosiddetto “sistema Torino”, ovvero «un’intricatissima rete di rapporti economici, politici e personali tra grandi banche, fondazioni, ex-dirigenti di Pci-Ds-Pd e Fiat».
Ma ai big dell’Unione viene rimproverato soprattutto di essere i principali responsabili di un sistema incapace di dare delle reali prospettive ai giovani. Per questo motivo, concludono i Movimenti sociali «dobbiamo rovesciare il programma, invertire l’ordine delle priorità».
Di certo se ne vedranno delle belle…

 – Pagina, 07/06/2014

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