Sono finite in Piemonte le ceneri della Tirreno Power? (Narcomafie)


Nuova bufera sulla Centrale Termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure (Savona). Dopo la doppia indagine per disastro ambientale e omicidio colposo della Procura della Repubblica di Savona, nei giorni scorsi si è chiusa anche l’inchiesta della Procura di Genova sullo smaltimento delle ceneri dell’impianto. Nove persone risultano indagate a vario titolo con l’accusa di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e sversamento di ceneri. Tra loro i proprietari di una società che intende realizzare degli impianti sportivi in provincia di Cuneo e due alti dirigenti della Tirreno Power, mentre l’azienda di Vado Ligure dovrà rispondere solo di illecito amministrativo.
Il fascicolo, affidato al pm Giovanni Arena, era stato aperto prima della scorsa estate in seguito agli accertamenti compiuti della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova che aveva seguito il percorso di alcuni tir usciti dalla Centrale con dei carichi di ceneri, che sarebbero state poi scaricate e smaltite dentro enormi crateri scavati nelle campagne del Cuneese.
Secondo l’ipotesi formulata della procura, nel corso di 15 mesi, tra il novembre 2011 e il febbraio 2013, sarebbero finite interrate nel Basso Piemonte, a cinque-dieci metri di profondità, ben 27 mila tonnellate di “ceneri leggere”. Tutti scarti destinati ufficialmente ad un impianto per il trattamento per i cementifici, che venivano invece portati prima in un capannone a Novello d’Alba e poi trasferiti nel territorio del comune di Narzole. I «rifiuti pericolosi», sostiene il pm, sarebbero quindi stati occultati in un’area di oltre 20 mila metri quadrati situata lungo le rive del fiume Tanaro e più precisamente in un terreno destinato ad ospitare un grande centro sportivo.
Le accuse della procura vengono fermamente respinte dagli imputati. Stando ai legali della difesa infatti, quelle ceneri non sarebbero state affatto pericolose e anzi, vista la lavorazione autorizzata che avrebbero subito in loco, non sarebbero state nemmeno più da considerarsi dei veri e propri rifiuti.
Di certo però le voci che nel corso degli ultimi mesi hanno indicato il Basso Piemonte quale destinatario delle ceneri prodotte dalla grande centrale di Savona, non hanno fatto altro che accrescere le preoccupazioni degli abitanti e degli amministratori di un territorio già duramente colpito da altre emergenze ambientali ancora “controverse”, come quelle originate dall’ex Acna di Cengio e dall’ex Ecolibarna.

 – Narcomafie, 09/06/2014

Annunci